La Chiesa delle Suore Pie Vittime Espiatrici sorge nel centro di Camigliano ed è parte di un antico complesso religioso ed educativo le cui origini risalgono alla seconda metà del XVII secolo.
La sua storia è strettamente legata a monsignor Vincenzo Carafa, vescovo di Calvi, che ebbe un particolare rapporto con Camigliano. La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1673, nell’ambito dello sviluppo del complesso costituito dal Conservatorio e dal Monastero.
Nel corso dei secoli il Conservatorio femminile accolse diverse comunità religiose impegnate nell’educazione e nella formazione, tra cui le Suore di Santa Teresa d’Avila, le Suore di San Francesco e, successivamente, le Suore Pie Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, dalle quali deriva l’attuale denominazione della chiesa. In seguito, la funzione educativa proseguì attraverso l’asilo infantile San Francesco.
Particolarmente significativo è il legame con Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore e Dottore della Chiesa. La sua relazione con la comunità religiosa di Camigliano è documentata dalla corrispondenza intrattenuta con suor Maria Giovanna della Croce, religiosa del monastero. Già nel 1734, Sant’Alfonso manifestava la propria disponibilità a recarsi a Camigliano per confessare e predicare e auspicava lo svolgimento di esercizi spirituali presso il monastero.
Secondo la tradizione locale, Sant’Alfonso raggiungeva Camigliano anche servendosi di un asinello, che veniva legato a due colonnine di granito ancora oggi visibili presso l’ingresso dell’istituto religioso.
Nel 1980, gli edifici del Conservatorio e del Monastero furono demoliti e successivamente ricostruiti alle spalle della chiesa.
Oggi la Chiesa delle Suore Pie Vittime Espiatrici rappresenta una significativa testimonianza della storia religiosa, educativa e culturale di Camigliano ed è censita nel Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura.